mercoledì 29 aprile 2026

Sulla recente #GRAZIA a Minetti concessa dal #PRESIDENTE #MATTARELLA


Si può pretendere che la decisione presidenziale sulla Grazia esuli dalle motivazioni addotte, per adattarsi all'accettazione del pubblico?
Di Iole Natoli

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Leggo su FB una raffica di affermazioni emotive e non sto a commentarle tutte in attesa di nuove verifiche sui fatti. Mi interessa però precisare alcune cose.

Chi suppone che il Presidente abbia una sorta di responsabilità personale, nella concessione eventualmente erronea che sarebbe avvenuta, tralascia alcuni elementi fondamentali.

Il Presidente non ha competenze istruttorie sul merito, né dispone di strumenti specifici in proposito. Si limita a controllare la rispondenza del provvedimento che gli viene proposto alla normativa vigente e poi valuta secondo quella DISCREZIONALITÀ che la Costituzione gli attribuisce e riconosce (discrezionalità, dunque, non soggetta a giudizio altrui).

Quando leggo che ”trattandosi di Minetti” avrebbe dovuto chiedere a priori supplementi di controlli a Nordio o alla Procura o al primo passante per via, trovo che si stia commettendo più di un errore.

La grazia concessa alla donna è stata motivata, infatti, dal supremo interesse di un minore in condizioni di estrema difficoltà e bisognoso di assistenza continuativa, anche a causa di cure chirurgiche erogate e da erogare all’estero. Pretendere che fosse negata solo perché la richiedente era ed è Nicole Minetti significa far ricadere sul figlio le colpe passate e accertate della madre adottiva (legame reso pubblico da Minetti stessa), considerate peraltro maggiori di quelle di un delinquente omicida. Vuol dire introdurre in sostanza una discriminazione nei confronti del figlio e questo il Presidente non lo avrebbe mai fatto.

Inoltre, quando ci si chiede perché, pur potendo negarla, il Presidente abbia deciso di concederla, si dimentica che Mattarella è un cattolico convinto. Se a un cattolico convinto mostri una “redenzione” consistente nella trasformazione di una persona già motivatamente condannata in una sorta di Madre Teresa di Calcutta, che si prende cura di tanti minori e poi ne adotta uno in particolare difficoltà per curarlo, accudirlo, assisterlo eccetera, un fervente cattolico si sente toccato nel profondo del cuore.
Se la Grazia divina ha operato cotanta trasformazione in una persona, CHI SONO IO per negare la grazia terrena?

Io non sono credente. Sono la personificazione del dubbio e non delle certezze. A causa della mia dubbiosità radicale, non avrei visto una nuova Madre Teresa all’opera. Sono più dubbiosa di quanto si narra sia stato San Tommaso.

Non si può tuttavia impedire a un cattolico di credere nella Grazia divina e nei miracoli. La nostra Costituzione impone il rispetto delle coscienze altrui e vorrei che ce lo ricordassimo anche in un caso come questo, che riguarda la coscienza morale e religiosa del nostro Presidente. Semplicemente, ha creduto di dover credere.

Le responsabilità, SE quanto scritto dal Fatto dovesse risultare veritiero oltre che verosimile, sarebbero, a parer mio, di chi ha condotto le verifiche che hanno dato luogo all’istruttoria. Nordio non mi sembra il principale soggetto “imputabile”, almeno sinora e salvo nuovi sviluppi. Se colpa c’è, va rintracciata innanzi tutto alla fonte, che in questo caso è chi ha espletato le indagini sotto il controllo della Procura milanese.

29.04.2026

©Iole Natoli

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Immagine: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/27/grazia-nicole-minetti-mattarella-scrive-nordio-scoop-acquisire-con-urgenza-informazioni/8367994/
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Successivamente, sullo stesso tema: “Il #PRESIDENTE #MATTARELLA, la normativa vigente e la #GRAZIA


 

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